Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterò me stessa arrivata
alla mia porta, nel mio proprio specchio,
e ognuna sorriderà al benvenuto dell’altra,
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerò di nuovo lo straniero che era il mio Io.
Offro vino. Offro pane. Rendo il cuore
a me stessa, allo straniero che mi ha amata
per tutta la mia vita, e che mi sa a memoria.
Dallo scaffale tiro giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccio via dallo specchio la mia immagine.
Siedo. È festa: la mia vita è in tavola.

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lecce, le, Italy
...che dire...un mio amico mi ha detto:credi essere una santa?....rispondo:dipende dai termini di paragone